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Il Trapianto
Attenzione tutte le informazioni e gli argomenti trattati in questa pagina vanno discusse e concordate con il proprio medico curante il quale sarà l'unico che potrà autorizzarvi ad intraprendere un'attività sportiva dopo un trapianto d'organo.
Gli argomenti di seguito riportati sono stati tratti e tradotti da un opuscolo edito dall'associazione francese Trans-Forme e Fondation du sport.
L'A.N.I.B.E.C. declina ogni responsabilità per danni causati da un uso improprio delle informazioni appresso riportate.
Dopo un trapianto d’organo l’obiettivo da perseguire non è più semplicemente “sopravvivere”: dobbiamo pensare che bisogna vivere, il che comporta riacquistare una buona qualità di vita. Praticare un’attività fisica e sportiva contribuisce a raggiungere questo obiettivo, che a volte può essere lungo e altre volte difficile da conquistare. Lo sport è una terapia che aiuta a lottare contro i mali del corpo e dello spirito. Lo sport può aiutarci riappropriarci del nostro corpo e ci fa sentire meglio a livello psichico.
Riappropriarsi del proprio corpo dopo un trapianto d’organo rappresenta una tappa fondamentale e molto individuale. Potete riconquistare il vostro corpo, e con esso la vostra vita, grazie allo sport e comunque grazie all’attività fisica.
Bisogna premettere che il momento più importante per la riuscita di un trapianto d’organo è quello del rispetto delle prescrizioni del medico, che è un passo fondamentale per evitare il rigetto cronico. E’ vero che la prospettiva di una medicalizzazione a vita può essere dura da accettare, ma occorre pensare che durante la vita di ognuno di noi può accadere qualcosa che può condurci ad una fase di questo tipo. Un trapiantato deve per prima cosa sapere che le conseguenze di un abbandono della terapia prescritta possono essere drammatiche:
Rigetto dell’organo trapiantato;
Complicazioni che possono mettere in pericolo la vita stessa;
Fallimento del trapianto con la prospettiva di dover ricominciare tutto dall’inizio.
Il trapianto è un’opportunità straordinaria che la vita ci ha offerto, e non deve in alcun modo essere messa in gioco per il mancato rispetto delle terapie prescritte.
L’attività fisica è una necessità per tutti
Praticare un’attività fisica e sportiva è una massima valida per tutti, in quanto consente a tutte le persone in buona salute di mantenere questa condizione e permette di ritardare il normale processo di invecchiamento dell’organismo. Ma al di là dell’aspetto puramente fisico, la pratica sportiva dà euforia e contribuisce quindi al benessere psicologico. Questo vale anche dopo un trapianto d’organo.
Durante una malattia cronica l’allenamento fisico rappresenta un aiuto prezioso di cui la medicina dispone per prevenire, ritardare o migliorare i problemi osteo-articolari, cardiovascolari, respiratori, neurologici e muscolo-tendinei.
Quando autorizzato -e oggi è ampiamente dimostrato- l’esercizio fisico diventa una vera terapia ausiliare, utile per riappropriarsi in modo completo del proprio corpo. I benefici dell’attività fisica sono molteplici e ben conosciuti. La pratica sportiva è un modo di vita, un gioco, un metodo per vincere le difficoltà, per scaricarsi, un metodo per conoscersi ed un metodo formidabile per superare i propri limiti. E’ anche un modo per aiutare il proprio organismo a “cicatrizzare” in vista di un recupero psichico più rapido e di qualità.
Patologie muscolari.
Durante l’attività fisica, tre grandi sistemi sono sollecitati:
Sistema respiratorio
Sistema cardiovascolare
Funzione muscolare.
Nel caso di una lunga malattia, ognuno dei sistemi suddetti può diventare un fattore limitante dello sforzo.
In caso di trapianto la funzione muscolare viene modificata.
Ciò ha come conseguenza:
la perdita di forma fisica, che è una fase che può sopraggiungere a differenti stadi della malattia;
complicazioni ortopediche secondarie con patologie a carico dei tendini e osteo-articolari,
RISCALDAMENTO E STRETCHING
Migliorate la vostra mobilita’
Per quanto riguarda l’allungamento muscolare, lo stretching sembra essere il metodo più semplice e più efficace per migliorare la propria mobilità.
Utilizzato da lungo tempo dai fisioterapisti e oggi anche dagli allenatori sportivi, questa tecnica ha numerosi vantaggi. Accessibile ai più, può essere praticata senza particolari strumenti, tutto l’anno ed è efficace sia ai fini del riscaldamento che del rilassamento dopo lo sforzo.
Ecco i principi di base:
Contrarre il muscolo, in posizione statica, il più possibile per un tempo compreso tra 10 e 30 secondi
Decontrarre il muscolo interamente per 2 o 3 secondi.
Portare il muscolo dolcemente in tensione, fino al massimo in assenza di dolore, e mantenere la posizione da 10 a 30 secondi
Pensare al muscolo che state utilizzando e “sentite” il vostro movimento.
Respirare con calma e con cadenza regolare. Non trattenere il fiato.
Guardate il corpo da una posizione “economica”.
Lo sforzo dello stretching è migliore se si è decontratti.
ATTIVITA’
Quale sport praticare?
Come tutti, dovrete scegliere un’attività sportiva piuttosto che un’altra innanzi tutto in funzione dei vostri gusti, ma anche tenendo conto dell’età, della struttura fisica, dello stato di salute, delle malattie pregresse e del parere del vostro medico. Oggi è dimostrato che numerosi sport non presentano alcun pericolo specifico per i trapiantati.
Esempi di sport possibili:
Nuoto
Jogging
Bicicletta (svago)
Marcia
Sci di fondo
Biathlon
Ginnastica dolce
Stretching
Scherma
Esempi di sport possibili, che necessitano però di una buona struttura osteo-articolare:
Tiro con l’arco
Lancio del peso
Salto in alto
Lancio del giavellotto
Canoa
Palla a volo
Corsa (mezzo-fondo)
Corsa (fondo)
Attenzione:
Altre attività sportive molto più intense possono essere praticate ugualmente purché sotto strettissimo controllo medico:
Corsa di velocità
Tennis
Badminton
Ping-pong
Triathlon
Squash
Ciclismo
Sci alpino
Gli sport da evitare, a causa del rischio di contatto fisico e di ferite, sono:
Sport collettivi (per il contatto fisico)
Sport di combattimento
Immersioni subacquee (ad oggi non si conoscono le ripercussioni della pressione sul trapianto, né gli effetti dei farmaci in profondità)
LIMITI
Le precauzioni da prendere
Come per ciascuno di noi, il primo criterio di scelta è l’inclinazione naturale, l’affinità che sentiamo per la pratica di un’attività sportiva piuttosto che un’altra.
Ma se volete praticare molte attività sportive, alcune precauzioni rimangono comunque di rigore.
L’idoneità o meno a praticare uno sport è stabilita innanzi tutto dal medico.
Vi dovrà consegnare un’attestazione di non-controindicazione allo sport prescelto. Dovrete regolarmente sottoporvi ad una prova di sforzo (consigliata ogni sei mesi, più frequentemente per i trapiantati di cuore), a seconda della disciplina scelta.
Dovrete osservare una certa prudenza nella scelta dell’attività sportiva.
In secondo luogo vanno accertati determinati requisiti:
Quest ultimo punto è importante. Qualunque sia l’attività fisica e sportiva praticata, il regime alimentare deve essere adeguato al consumo energetico. La dieta richiede una certa attenzione (troverai i nostri consigli nell’apposita sezione).
DIETA
Prendetevi cura della tavola
Come per tutte le persone preoccupate del proprio equilibro alimentare, anche per voi è importante fare attenzione a quello che si mette nel piatto. A maggior ragione in quanto trapiantati, la corretta alimentazione deve far parte realmente del vostro quotidiano. Dovete tenere conto degli effetti che il trattamento anti-rigetto ha sul vostro stato fisiologico. Un’alimentazione appropriata compenserà queste conseguenze.
Un solo consiglio: mangiate di tutto ma in piccole quantità.
Ecco alcune dritte:
Non saltate mai i pasti. E’ consigliato fare 4 pasti al giorno.
Fate attenzione all’igiene degli alimenti al fine di evitare contaminazioni batteriche.
Controllate l’apporto di calcio consumando l’equivalente di da 4 a 6 derivati del latte al giorno. In effetti il vostro trattamento non consente un’assimilazione ottimale del calcio, il che può comportare l’insorgere dell’osteoporosi.
In funzione della dose di cortisonici assunti e/o del livello della pressione sanguigna, il vostro medico indicherà la quantità di sale che potrete assumere.
Alcuni frutti, come il pompelmo, sono controindicati. Sarà il vostro medico a guidare la vostra scelta.
Dovete altresì fare attenzione ai grassi (lipidi) che consumate al fine di evitare il soprappeso.
Lo stesso dicasi per gli zuccheri (glicidi). Dovete controllare il consumo di alimenti dolci per la prevenzione (oppure in caso di) del diabete.
Come per chiunque altro, anche nel vostro caso l’alcol va consumato con prudenza. L’equivalente di un bicchiere di vino a pasto è una quantità ragionevole.
La vostra alimentazione dovrà essere in armonia con il vostro consumo energetico.
Dispendio energetico basso Dispendio energetico medio Dispendio energetico elevato
Guidare Fare giardinaggio Salire rapidamente le scale
Fare acquisti Attività manuali Jogging
Camminare Arrampicarsi Nuoto
Giocare a bocce Canoa Squash
Golf Scherma Tennis
Tiro con pistola o fucile
Atletica
Tiro con l’arco Palla a volo Ciclismo
Bowling Ping-pong Triathlon
Sci
Bicicletta
Attenzione all’ipoglicemia! Al momento dello sforzo è consigliabile aver assunto un alimento ricco di glucosio. Ma diffidate delle barrette per sportivi, troppo ricche di potassio. Queste contengono spesso frutta secca o cioccolato. Questo tipo di alimenti non deve essere assunto se non in caso di reale necessità (sensazione di fatica intensa…), in quanto potrebbero provocare un’ipoglicemia di reazione.
E’ altresì essenziale mantenere una buona idratazione corporea, essendo la sete il primo indicatore di una incipiente disidratazione. Dovete compensare la perdita di liquidi dovuta al sudore consumando bevande appropriate, né troppo fredde né troppo zuccherate. Ma non bisogna neppure bere troppo. Potreste incorrere nell’iposodiemia, che è una concentrazione troppo debole di sodio nel sangue.
Caso particolare: se il clima è caldo e umido al momento della pratica di uno sport, fate attenzione! Fermatevi o rallentate, soprattutto se non siete abituati a questo tipo di condizioni climatiche.
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